RoncaInforma - Storia del Black Friday, tra leggende e realtà

RoncaInforma - Storia del Black Friday, tra leggende e realtà
Al giorno d’oggi, il Black Friday segna essenzialmente l’inizio del periodo di shopping natalizio, durante il quale commercianti e rivenditori si spingono a offrire promozioni uniche ai clienti, non attive negli altri periodi dell’anno.


Ma quali sono le origini di questa tradizione e perché viene denominata così? 


Nel rispondere a queste domande, va premesso che non esiste una sola ipotesi, ma ne circolano parecchie, che desideriamo presentarti in questo post.


Una prima ipotesi farebbe risalire il Black Friday al giorno in cui gli schiavi venivano svenduti negli stati americani che praticavano la schiavitù fino alla seconda metà del XIX secolo.

Questa ipotesi, decisamente controversa e poco realistica, circola ancora ai giorni nostri in rete, segnando un picco d’interesse verso la fine di novembre, per poi essere dimenticata di nuovo a dicembre.

In un contesto socio-culturale come quello americano, nel quale le tensioni razziali non sono ancora state risolte del tutto, non deve stupire se questa chiave di lettura sia in uso ancora oggi.


Una seconda teoria accrediterebbe il Black Friday al giorno in cui cadevano gli esami per gli studenti durante il XVII secolo.


Restando sempre nella cultura anglosassone, una terza ipotesi associa il Black Friday a un nefasto evento di natura finanziaria, come il crollo del prezzo dell’oro verificatosi venerdì 24 settembre 1869: un vero e proprio shock per molti investitori.


Non manca inoltre una concezione scaramantica, che mette in relazione il Black Friday al venerdì 13 presente nel calendario.


Se guardiamo a un’epoca più recente, il Black Friday aveva assunto un’ulteriore connotazione negativa, dovuta al fatto che alcuni dipendenti negli anni ‘50 si davano per malati il giorno successivo a quello del Ringraziamento, in modo da fare il ponte con il weekend. Black Friday infatti non è festivo, e all’epoca non era ancora usanza offrire il giorno libero ai dipendenti non impiegati nel commercio.


Avvicinandoci ancora di più al periodo attuale, un’accezione molto in voga del Black Friday è da imputare all’espressione che i poliziotti di Filadelfia utilizzavano per descrivere un giorno segnato da ingorghi automobilistici e negozi invasi da clienti. 


La confusione presente in quella città era tale da obbligare gli agenti a presidiarla con turni di 12 ore.


Quel venerdì così “trafficato” è balzato agli onori delle cronache, ottenendo una forte copertura mediatica da giornali come il New York Tmes, che lo ha definito come “il giorno più movimentato dell’anno per gli acquisti e il traffico” a Filadelfia.


A partire dagli anni ‘80 il Black Friday iniziò ad avere una rilevanza nazionale. Il fatto è che per diverse ragioni l’alone che si era creato nel tempo attorno a questo avvenimento era per lo più negativo. 


Gli esperti di marketing più geniali e intraprendenti si posero l’obiettivo di mutarne la percezione, facendone emergere un aspetto più marcatamente positivo; già negli anni ‘60 gli esercenti avevano promosso la ridenominazione di Black Friday in Big Friday, senza successo.


Il secondo tentativo di “rebranding” è stato promosso negli anni ‘80, durante i quali si è diffusa la credenza che il Black Friday avrebbe tratto le sue origini dal giorno in cui i profitti sui libri contabili iniziarono a essere annotati in inchiostro nero, per contrapporli alle perdite, annotate in inchiostro rosso. Questa usanza ha preso piede nel periodo pre-natalizio, decisivo per molti commercianti che dovevano spingere sugli acquisti per chiudere il bilancio di fine anno in attivo.


Questo stratagemma ha riscosso un buon successo, infatti la teoria che chiama in causa il colore dell’inchiostro è ancora oggi tra le più utilizzate. 


Negli ultimi decenni, i mass media hanno via via ingigantito la reale portata del Black Friday sulle vendite, eleggendolo come giorno clou per effettuare gli acquisti prima di terminare l’anno.


Questa enfasi commerciale è stata legata al Black Friday così bene che nel 2003 l'evento ha registrato per la prima volta il picco annuale delle vendite: la cosiddetta “profezia che si autoavvera” del sociologo statunitense Robert Merton ha trovato ancora una volta conferma.